The Kiss by Gustav Klimt, 1908

Il Bacio

Quasi nessuno sa che Il Bacio fu venduto dallo Stato austriaco ancora prima che Klimt finisse di dipingerlo: il governo lo acquistò direttamente dalla mostra del 1908, riconoscendo immediatamente di trovarsi davanti a qualcosa di straordinario. Da quel giorno, quest’opera non ha mai lasciato Vienna.

In breve

Cosa rende quest’opera indimenticabile?

Il Bacio non è semplicemente un dipinto romantico. È un manifesto visivo sull’unione totale tra due esseri umani. Klimt riesce a fare qualcosa di rarissimo: trasformare un momento fugace, intimo e privato in qualcosa di universale e quasi sacro.

La tela è perfettamente quadrata, una scelta insolita che amplifica il senso di equilibrio e completezza. I due amanti sembrano non appartenere al mondo reale: emergono da uno sfondo dorato indefinito, come figure di un mosaico bizantino. Tutto intorno a loro svanisce. Esistono solo loro.

Inoltre, Klimt sfida la tradizione pittorica occidentale rifiutando la prospettiva classica. Non c’è profondità spaziale. C’è solo superficie, colore e oro. E paradossalmente, questa piattezza bidimensionale rende l’abbraccio ancora più potente.

Contesto storico

Vienna nel 1908 era una città in ebollizione. L’Impero austro-ungarico mostrava le prime crepe, e la borghesia cercava rifugio nell’arte e nella cultura. Klimt era al centro di tutto questo fermento.

Quegli anni rappresentano il culmine del suo cosiddetto «Periodo d’oro», iniziato intorno al 1899. In quel periodo l’artista sperimentava intensamente con la foglia d’oro, ispirandosi ai mosaici bizantini di Ravenna che aveva visitato nel 1903. L’incontro con quella tradizione millenaria lo trasformò profondamente.

Allo stesso tempo, Vienna ospitava la Secessione Viennese, il movimento artistico fondato dallo stesso Klimt nel 1897 per rompere con l’accademismo. Il Bacio fu esposto nel 1908 alla Kunstschau di Vienna con il titolo originale Liebespaar («Coppia di amanti»). Fu un successo immediato e clamoroso.

In quel contesto storico, dipingere l’amore fisico con tale intensità era anche un atto di coraggio culturale. Klimt non aveva paura di scandalizzare.

Simbolismo e cosa osservare

Mettiti idealmente davanti alla tela e inizia dall’alto. Lo sfondo dorato non è decorativo: simboleggia l’eternità, uno spazio fuori dal tempo in cui l’amore esiste per sempre.

Osserva poi i mantelli dei due personaggi. Quello dell’uomo è decorato con rettangoli neri e bianchi, forme geometriche e decise. Quello della donna, invece, è ornato da fiori circolari e motivi organici, morbidi e sinuosi. Klimt usa questa differenza per evocare il principio maschile e quello femminile, opposti e complementari.

Nota anche la posizione dei piedi della donna: sono sul bordo di una rupe fiorita. Alcuni critici leggono questo dettaglio come un simbolo di vulnerabilità, quasi che lei si stia abbandonando all’uomo sull’orlo di un precipizio. Altri invece lo interpretano come l’atto di toccare terra, di radicarsi nella realtà attraverso l’amore.

Il volto della donna è l’unico pienamente visibile. I suoi occhi sono chiusi, il suo viso è sereno. Il volto dell’uomo, invece, è quasi nascosto. Klimt sceglie deliberatamente di non mostrarcelo: l’uomo qui è quasi un archetipo, non un individuo specifico.

Infine, presta attenzione all’oro stesso. Klimt applicò vera foglia d’oro sulla tela, insieme ad argento e platino. Sotto la luce, la superficie scintilla. Non è un effetto pittorico: è letteralmente oro.

Su Gustav Klimt

Gustav Klimt nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, vicino Vienna, in una famiglia di origini modeste. Suo padre era incisore d’oro, e quella familiarità con i metalli preziosi avrebbe segnato profondamente l’estetica del figlio.

Klimt si formò alla Scuola di Arti Applicate di Vienna e lavorò inizialmente come decoratore di ambienti pubblici, con grande successo. Tuttavia, col tempo sentì sempre più stretta quella gabbia accademica. Nel 1897 fondò la Secessione Viennese con un gruppo di artisti ribelli, dando vita a uno dei movimenti più influenti dell’epoca.

Il suo stile maturo fonde simbolismo, erotismo, spiritualità e decorazione in modo inconfondibile. Klimt morì il 6 febbraio 1918, a soli 55 anni, stroncato da un ictus aggravato dall’epidemia di influenza spagnola. Lasciò numerosi dipinti incompiuti, ma una legacy artistica immensa.

Eredità e influenza

Il Bacio è oggi una delle opere d’arte più riprodotte al mondo. Compare su poster, tazze, cuscini, abiti da sposa e persino tatuaggi. Questa diffusione popolare è sia un tributo alla sua bellezza sia una sfida alla sua comprensione profonda.

Sul piano artistico, l’opera influenzò intere generazioni di artisti. Egon Schiele, allievo di Klimt, sviluppò il suo espressionismo partendo proprio da quella fusione tra decorazione e corpo umano. Più avanti nel Novecento, designer e illustratori attinsero al linguaggio visivo di Klimt per costruire identità grafiche moderne.

Inoltre, Il Bacio ha contribuito a ridefinire come l’Occidente rappresenta l’intimità romantica nell’arte. Ha dimostrato che sensualità e spiritualità non si escludono: anzi, possono fondersi in qualcosa di sublime.

Dove vedere l’opera oggi

Il Bacio si trova al Belvedere Superiore di Vienna, uno dei musei più belli d’Europa. L’edificio stesso è un capolavoro barocco del XVIII secolo, circondato da giardini magnifici.

Il dipinto è esposto nella Sala 25, dedicata all’arte austriaca di inizio Novecento. Arriva presto la mattina per evitare le code più lunghe, specialmente in estate. L’ingresso al Belvedere Superiore è a pagamento, ma include l’accesso a una collezione straordinaria.

Nelle sale vicine troverai altre opere fondamentali di Klimt, tra cui Giuditta I e Giuditta II. Vale anche la pena visitare il Belvedere Inferiore, raggiungibile a piedi in pochi minuti, che ospita il Museo del Barocco austriaco.

Per raggiungere il museo, prendi il tram D oppure l’autobus 13A dalla città. La fermata «Schloss Belvedere» è vicinissima all’ingresso principale.

Domande frequenti

Chi sono i personaggi raffigurati ne Il Bacio di Klimt?

Non esiste una risposta definitiva. Molti storici dell’arte ipotizzano che l’uomo sia Klimt stesso e la donna Emilie Flöge, sua compagna di vita. Tuttavia, Klimt non ha mai confermato questa interpretazione, e alcuni esperti la considerano una semplificazione romantica.

Perché Il Bacio è così famoso?

Il Bacio unisce in modo unico bellezza decorativa, uso reale dell’oro, intensità emotiva e un soggetto universale come l’amore. Questa combinazione lo rende immediatamente riconoscibile e profondamente toccante per persone di culture diverse.

Quali materiali ha usato Klimt per dipingere Il Bacio?

Klimt usò olio su tela come base, applicando poi vera foglia d’oro, argento e platino. Questa tecnica mista è una delle caratteristiche più originali del suo «Periodo d’oro» e conferisce al dipinto una lucentezza unica.

Quanto vale Il Bacio di Klimt oggi?

Il dipinto appartiene allo Stato austriaco e non è in vendita. Qualsiasi stima rimane speculativa, ma gli esperti concordano che il suo valore supererebbe centinaia di milioni di euro, rendendolo uno dei dipinti più preziosi al mondo.

Quando fu dipinto Il Bacio?

Klimt lavorò al dipinto tra il 1907 e il 1908. Lo espose per la prima volta nel 1908 alla Kunstschau di Vienna, dove fu acquistato quasi subito dallo Stato austriaco per la sua straordinaria qualità.

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Immagine: The Kiss – Gustav Klimt (1908). Licenza: Public Domain. Fonte: Wikimedia Commons.

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